La regola d'oro della deduzione
Nei quesiti deduttivi conta solo ciò che segue con certezza dalle premesse. Non importa se la frase è vera nella realtà, né se è "probabile": se esiste anche un solo caso in cui le premesse sono vere e la conclusione è falsa, la conclusione non è valida. Spesso le premesse usano parole inventate (vurdi, nispi, gumbi) proprio per impedirti di ragionare con ciò che sai: tratta ogni parola come un insieme.
Quantificatori e sillogismi
- Tutti gli A sono B: il cerchio A sta dentro il cerchio B.
- Nessun A è B: i due cerchi sono separati.
- Alcuni A sono B: esiste almeno un A che è B; potrebbero esserlo anche tutti.
- Alcuni A non sono B: esiste almeno un A fuori da B.
Schemi che tornano spesso:
- Tutti i plindi sono frenni; tutti i frenni sono nispi → tutti i plindi sono nispi (cerchi uno dentro l'altro).
- Nessun pruto è bronfo; tutti i fumbi sono bronfi → nessun pruto è fumbo (i fumbi stanno dentro i bronfi, che sono separati dai pruti).
- Alcuni vurdi sono nispi; nessun nispo è gumbo → alcuni vurdi non sono gumbi (quei vurdi che sono nispi restano fuori dai gumbi). Non si può dire "nessun vurdo è gumbo": gli altri vurdi potrebbero esserlo.
- Tutti gli A sono B; alcuni B sono C → non segue nulla su A e C: i B che sono C potrebbero stare tutti fuori da A.
Da "Tutti i periti sono iscritti all'albo" segue la contronominale: chi non è iscritto non è un perito. Non segue invece che ogni iscritto sia un perito. Con le percentuali vale lo stesso ragionamento: se il 40% dei partecipanti sono funzionari e tutti i funzionari hanno superato il test, è certo solo che almeno il 40% ha superato il test.